domenica 25 gennaio 2026

Vibrazione e Colori

 Disegnare e dipingere mi fanno sentire viva, mi connettono all'essenza del mio essere. Ora, un nuovo strumento mi ha completamente catturato il cuore: lo steel tongue drum.

IL mandala

Un cerchio, un nucleo centrale e un confine che ci definisce. All'interno di questo spazio si trova il nostro mondo, che varia a seconda del momento che stiamo vivendo. Senza confine non esistiamo; se il confine è debole, siamo deboli e il nostro mondo svanisce. Un mandala ben strutturato e armonico rappresenta un individuo così com'era nel momento in cui l'ha creato. Tanti sono i mandala, infinite le espressioni. Questa descrizione evoca il mandala spontaneo, senza regole se non quelle di disegnare un cerchio, un nucleo al centro, e lasciare che tutto il resto sia libero e spontaneo. Le molte interpretazioni rivelano ciò che ognuno vede dentro di sé o ciò che conosce: difficilmente si può percepire e comprendere ciò che non si è sperimentato. Si può studiare tecnicamente, ma agire, vivere e comprendere è più interessante e vitale. Disegnare mandala con assiduità è una pratica da vivere, non da immaginare.L'argomento è vasto. Guardando al passato e alla storia, il mandala appartiene a moltissime culture: Tibet, India, Sudamerica, rosoni delle chiese cattoliche – come quelli di Chartres o del Duomo di Milano, cerchi radianti di vetrate simmetriche che guidano lo sguardo verso il divino – e motivi geometrici nei mosaici di siti sacri, come i labirinti o i disegni cosmici di Ravenna e delle basiliche bizantine, che simboleggiano l'armonia universale e il cammino verso il centro spirituale. Quello che ho descritto inizialmente appartiene più alla psicologia che a forme sacre. Jung ha approfondito l'argomento, lo ha fatto conoscere in Occidente e lo ha collegato all'archetipo dell'inconscio collettivo: lui lo ha studiato, scoperto e visto nei suoi pazienti e nei suoi stessi disegni spontanei. Per Jung, i mandala emergono come "specchi dell'anima" durante periodi di crisi o transizione, aiutando il processo di individuazione – l'integrazione delle parti inconsce per raggiungere la totalità del Sé.

domenica 4 gennaio 2026

Uno spazio nostro

Nel diario si può essere se stessi; può essere un luogo nascosto e segreto che vedi solo tu. Purtroppo parti di noi non vengono accettate o riconosciute, nemmeno dai nostri occhi. Il giudice più feroce si trova dentro a noi e puoi bloccarci e non permetterci l'espressione libera. Quindi forse il condividere può essere utile? Si, ma con persone di cui ci fidiamo del giudizio, che sappiano comprendere cosa vedono in un opera artistica. Non sempre nel Diario, un dipinto può essere fatto su una tela o su un foglio di carta, ma il diario aiuta a lasciare andare a togliere l'ansia da prestazione e sperimentare fuori dalla nostra confort zone e permette di studiare e osservare nel tempo che succede.